dott. Alessio Morgan

Psicologo

dott. Alessio Morgan

Psicologo

Studio specializzato nella Terapia per le Fobie e gli Attacchi di Panico

Una terapia breve ma strategica che ti restituirà l’equilibrio perduto eliminando il disturbo o il comportamento che ti crea disagio.

Se pensi di avere un problema psicologico e non vuoi affrontare una terapia lunga e difficile, la Psicoterapia Breve Strategica (TBS), propone un programma non rigido e non convenzionale.
In base alla mia esperienza ho osservato che, molto spesso, quelle situazioni di disagio psicologico che rendono difficile la normale vita quotidiana non derivano da una reale patologia ma sono causate da un comportamento disfunzionale, sbagliato, che si è radicato nel tempo e ha continuato ad alimentarle.

Sono Alessio Morgan, Psicologo specializzato in Psicologia Clinica ad Orientamento Breve Strategico e Terapeuta EMDR, e voglio aiutarti a concentrarti non sulle cause ma sui tuoi comportamenti concordando con me fini e mezzi di questa terapia che si muove dalla tua consapevolezza di aver alimentato e peggiorato il problema con comportamenti e strategie che avrebbero dovuto invece risolverlo.
Partiremo dal dialogo strategico per individuare quelli che chiamiamo stratagemmi e che rappresentano comportamenti nuovi che devono sostituire quelli disturbati.
Nella quasi totalità dei casi la TBS arriva a risolvere in maniera definitiva problemi che limitano pesantemente la qualità di vita, e questo risultato viene raggiunto nel tempo relativamente breve di 3 mesi, anche per disturbi che persistevano da anni.

Oggi si stima che, secondo i parametri internazionali per la valutazione dell’efficacia ed efficienza delle psicoterapie, l’86 % ha trovato la soluzione ed il benessere interiore che cercava, in non più di 10 sedute.

Attacchi di panico

Molte terapie cercano di risolvere il panico partendo dalla comprensione delle sue cause. Ma, utilizzando una famosa frase di Paul Watzlawick: “il guardarsi dentro rende ciechi”, e a volte procedere con questa strategia porta addirittura a peggiorare le cose.

Nella mia esperienza di studi e professionale ho capito che in questa situazione la mente si comporta in modo apparentemente illogico. Non possiamo comunicare in maniera logica con chi ha provato il panico dicendogli semplicemente di non avere paura: egli continuerà ad averla.
È come cercare di scacciare un pensiero negativo: più cerchiamo di farlo, più questo arriverà.

Il mio obiettivo invece è quello di portare la mente a “saturazione“ attraverso tecniche terapeutiche paradossali e compiti apparentemente illogici.
Ciò è espresso sinteticamente e molto efficacemente da una frase del mio maestro Giorgio Nardone: “Solcare il mare all’insaputa del cielo”.

Gli attacchi di panico, o crisi di panico, sono degli improvvisi episodi di intensa paura, malessere ed ansia, con un rapido crescendo.
Queste sensazioni, già di per sè estremamente sgradevoli, sono accompagnate da sintomi cognitivi (paura di morire, di impazzire, di perdere il controllo, sensazioni di irrealtà, di estraneità, di distacco da sé). A questi possono aggiungersi dei sintomi fisici (dolore al petto, vertigini, svenimento, sensazione di soffocamento, vampate o brividi, nausea, dolori addominali, intorpidimento, sensazioni di formicolio, palpitazioni, aumento della frequenza cardiaca, sensazione di respiro corto o di soffocamento, sudorazione, tremori o scosse).

Uno dei problemi più gravi (forse il più grave che si presenta in questi casi) è che gli attacchi di panico prendono il controllo della persona che li subisce, e questi mette in atto una serie di tentate soluzioni per cercare di non riprovare più quelle devastanti sensazioni.
Chi ne è affetto prova una paura di un nuovo episodio, che possiamo definire la “paura della paura” che inevitabilmente attiva la paura.

Più scappiamo più l’attacco sarà violento e dominante.

Probabilmente, se stai leggendo queste righe, hai sofferto o soffri di attacchi di panico.
In primo luogo ci tengo a fornirti un argomento di consolazione: per quanto terribile sia l’attacco, nessuno mai è morto per questo.
Molto probabilmente avrai messo in atto una serie di tentativi che inevitabilmente hanno peggiorato la situazione, tentativi che noi definiamo disfunzionali. Uno dei più comuni consiste nel parlare del problema con persone di tua fiducia. È naturale che tu cerchi di sfogarti, ma in realtà più ne parli e più ti carichi; più parli delle ansie e delle paure, più le percepirai grandi e minacciose. Un altro tipo di tentativo disfunzionale consiste nell’evitare tutta una serie di situazioni per paura che possano scatenare nuovi attacchi. Ma più cercherai di evitare queste situazioni più preparerai la strada per il prossimo episodio.

Più ti fai aiutare, più confermi a te stesso di non essere in grado di farcela da solo e dimostri all’altro che senza di lui non ne sei capace, cosa che va ad influenzare la tua autostima; chiedere aiuto è una dimostrazione di maturità, ma farlo sempre ti indebolisce, ti conferma che tu non sei all’altezza.
Ma non è vero che non sei all’altezza.

 

Altre patologie trattate

FobieAnsiaDisturbo ossessivo-compulsivoIpocondriaDepressione

Disturbi alimentariDubbio patologicoAgorafobia

Paura di volareDisturbo da stress post-traumaticoPaura di guidare

LuttoDisturbi sessualiPaura di morireAutostima

Fobie

Una fobia è la paura per una particolare situazione o oggetto, in misura sproporzionata rispetto al rischio o al pericolo reali. La situazione o l’oggetto di solito sono evitati quando possibile, ma se l’esposizione si verifica, si sviluppa immediatamente ansia che può intensificarsi fino a raggiungere il livello di un attacco di panico.
I soggetti con fobie tipicamente riconoscono che il loro timore è irragionevole ed eccessivo.

Alcune delle più frequenti fobie sono la paura degli animali (zoofobia), delle altezze (acrofobia) e dei temporali (astrafobia o brontofobia), la paura del sangue (emofobia), delle iniezioni, degli aghi o di altri oggetti appuntiti (tripanofobia o belonefobia), o delle ferite (traumatofobia). I soggetti con la fobia del sangue, degli aghi o delle ferite, a differenza di quelli con altre fobie o disturbi d’ansia, possono svenire davvero, poiché un riflesso vasovagale eccessivo produce bradicardia e ipotensione ortostatica.

Alcune fobie causano disturbi lievi, come quando gli abitanti delle città hanno paura dei serpenti, ma in altri casi la paura, l’ansia, e l’elusione causano disagio marcato o compromettono significativamente il funzionamento sociale o lavorativo, come quando le persone che devono lavorare su un piano superiore di un grattacielo hanno paura di ambienti chiusi (claustrofobia), quali gli ascensori.

Ansia

Il disturbo d’ansia generalizzata è caratterizzato da ansia e preoccupazione eccessive per un certo numero di attività o eventi. Gli oggetti della preoccupazione sono diversi e spesso cambiano nel tempo.
Le preoccupazioni più comuni riguardano le responsabilità lavorative e familiari, il denaro, la salute, la sicurezza e le faccende domestiche. L’ansia è accompagnata da sintomi come irrequietezza, sentimento di pericolo, facilità di affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare e disturbi del sonno.

Il decorso dell’ansia è in genere fluttuante e cronico, con peggioramenti nel corso di situazioni stressanti.
La maggior parte delle persone affette da disturbo d’ansia soffre anche di altri disturbi, tra cui la depressione grave, la fobia specifica, la fobia sociale e il disturbo di panico.

Disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da ossessioni, ossia pensieri o immagini spiacevoli, ricorrenti, persistenti, non voluti, intrusivi, incalzanti e da compulsioni, cioè comportamenti ripetitivi o azioni mentali che i pazienti si sentono spinti a compiere per cercare di diminuire l’ansia che provocano tali ossessioni.
Il tema dominante dei pensieri ossessivi può essere un danno, un rischio per sé o per gli altri, un pericolo, una contaminazione, un dubbio, una perdita o un’aggressione. Per esempio, i pazienti possono essere ossessionati dall’idea di essere contaminati da sporcizia o germi a meno che non si lavino le mani continuamente.

Le compulsioni (spesso chiamate rituali) sono comportamenti eccessivi, ripetitivi, intenzionali che i soggetti affetti sentono di dover fare per prevenire o ridurre l’ansia causata dai loro pensieri ossessivi o per neutralizzare le loro ossessioni.
Alcuni esempi sono: il lavaggio (delle mani, doccia), il controllo (ad es., che la stufa sia spenta, che le porte siano chiuse), il conteggio (ad es., ripetendo un comportamento un certo numero di volte), l’ordinazione (ad es., delle stoviglie in uno schema specifico).

La maggior parte dei rituali è osservabile, ma alcuni rituali mentali, come il conteggio ripetuto silenzioso o le frasi biascicate, non lo sono.
In genere, i rituali compulsivi devono essere eseguiti in modo preciso in base a regole rigide. I rituali possono o meno essere collegati realisticamente all’evento temuto.
In tutti i casi, le ossessioni e le compulsioni per essere ritenute tali devono richiedere tempo o causare disagio significativo o danneggiare chi ne è affetto; nei casi estremi, ossessioni e compulsioni possono essere invalidanti.

La maggior parte delle persone con disturbo ossessivocompulsivo riconosce in una certa misura che le credenze alla base delle loro ossessioni non sono realistiche; tuttavia, a volte, esse sono convinte che le credenze siano vere e che le loro compulsioni siano ragionevoli.
I soggetti affetti da questo disturbo spesso tentano di nascondere le loro ossessioni e i loro rituali, ma le loro relazioni possono essere interrotte e le loro prestazioni a scuola o sul lavoro possono subire un calo.
Molte persone con disturbo ossessivo-compulsivo presentano coesistenti disturbi psicologici, tra cui disturbi d’ansia e disturbi depressivi.

Ipocondria

Le persone affette da ipocondria sono così preoccupate dall’idea di essere malate o di potersi ammalare che la loro ansia ne danneggia i rapporti sociali e lavorativi e causa loro disagio significativo. Questi soggetti possono avere sintomi fisici o meno, ma se li hanno, la loro preoccupazione è più concentrata sulle possibili implicazioni dei sintomi rispetto ai sintomi stessi.

Gli ipocondriaci si allarmano facilmente a causa di nuove sensazioni fisiche. Alcuni si esaminano più volte (p. es., guardandosi la gola in uno specchio, controllandosi la pelle per eventuali lesioni). Vi sono soggetti che ricorrono spesso alle attenzioni mediche (tipo in cerca di assistenza); altri invece lo fanno raramente (tipo che evita le cure).
Il decorso è spesso cronico, fluttuante, ma in alcuni casi è stabile. I soggetti ipocondriaci sono preoccupati per almeno 6 mesi all’anno, anche se la malattia specifica temuta può cambiare durante quel periodo di tempo.

Depressione

La depressione è caratterizzata da tristezza grave o persistente e da diminuzione d’interesse per le attività abituali, tanto da interferire con il loro normale svolgimento.
L’aspetto delle persone depresse può mostrare grande infelicità, con fronte corrugata, angoli della bocca rivolti in basso, postura abbattuta, ridotto contatto visivo, assenza di mimica, pochi movimenti del corpo, modificazioni del modo di parlare (tono di voce basso, perdita della prosodia, uso di monosillabi).

In alcuni di questi soggetti, l’umore depresso è così profondo da non consentire il pianto; essi sono incapaci di provare le comuni emozioni e sentono il mondo come fosse senza colore e con meno vita.
Una persona depressa ha diversi di questi sintomi:

• umore depresso per la maggior parte del giorno
• marcata diminuzione dell’interesse o del piacere per tutte o quasi tutte le attività e per la maggior parte del giorno
• aumento o perdita di peso oppure diminuzione o aumento dell’appetito
• insonnia o eccessiva sonnolenza
• agitazione o rallentamento psicomotorio
• scarsa energia o stanchezza
• bassa autostima o sensi di colpa eccessivi o inappropriati
• scarsa concentrazione o difficoltà a prendere decisioni
• pensieri ricorrenti di morte o di suicidio

In queste persone l’alimentazione può essere gravemente compromessa, richiedendo un intervento immediato; inoltre alcune di esse non curano l’igiene personale o persino quella dei loro bambini.
I sintomi depressivi tipicamente esordiscono in maniera subdola nell’adolescenza e possono persistere per molti anni o decenni.
Solitamente sono accompagnati da altri sintomi psichici (ad es., disturbi d’ansia e attacchi di panico), il che può complicare talvolta la diagnosi e il trattamento.

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa è caratterizzata da episodi ricorrenti di ingestione di grandi quantità di cibo, in genere alimenti dolci, ipercalorici (ad es., gelati, torte), accompagnata da sentimenti di perdita del controllo. Questi episodi si verificano solitamente di nascosto, anche più volte durante la giornata e almeno 1 volta la settimana. Ad essi fa seguito una condotta di compensazione inappropriata, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o diuretici, il digiuno e l’esercizio fisico eccessivo. Spesso la causa scatenante sono degli stress psicosociali.
La bulimia colpisce più frequentemente le ragazze adolescenti e le giovani adulte che sono costantemente ed eccessivamente preoccupate della loro forma fisica e del loro peso e insoddisfatte del loro corpo.
I soggetti con bulimia tendono a mostrare rimorsi o sensi di colpa per i loro comportamenti.
A differenza delle persone con anoressia nervosa, quelle affette da bulimia sono in genere di peso normale; una minoranza è in sovrappeso o obesa.
Un ricorrente vomito autoindotto può erodere lo smalto dei denti e causare esofagite.

Vomiting o sindrome da vomito

Il vomiting o sindrome da vomito è un disturbo a se stante, con delle caratteristiche proprie, distinto dalla bulimia.
Alcune di queste persone inizialmente sono bulimiche e usano il vomito autoindotto come soluzione inappropriata alla loro bulimia, per evitare di ingrassare.
Successivamente il mangiare grandi quantità di cibo e poi vomitare diviene un qualcosa di irrinunciabile, una vera e propria fonte di piacere di per sé, un rituale che richiama l’atto sessuale e che addirittura lo sostituisce. Il riempirsi di cibo diventa un pretesto per il vomito, che diventa il vero piacere, il più grande piacere nella vita.

Dubbio patologico

Il dubitare è un atteggiamento insito nella natura umana, così come il tentativo di trovare una soluzione razionale ad esso.
Il dubbio diventa patologico quando anziché portare ad una risposta non fa altro che generare nuove domande, nuove ragioni per continuare ad essere nel dubbio, per rimuginare, finché chi ne è affetto si trova bloccato in un labirinto, avvolto da una spirale, paralizzato dalla paura di fare o di avere fatto una scelta sbagliata. Ogni tentativo di risolvere i dilemmi razionalmente o con il buon senso genera a sua volta una nuova serie di dubbi perché non è possibile rispondere razionalmente a una domanda irrazionale, e lo è ancor meno tentare di tenere sotto controllo le proprie emozioni e i propri pensieri irragionevoli, “pensare di non pensare”. Il vero problema non è tanto il dubbio, quanto i tentativi messi in atto per risolverlo. Le persone che sono affette da questo disturbo vivono un’esistenza bloccata e spesso chiedono aiuto e consigli a familiari e amici, ma invano. Nelle sue forme più gravi il dubbio patologico è un disturbo ossessivo estremamente invalidante.

Agorafobia

L’agorafobia è la paura di trovarsi in situazioni o luoghi dai quali non vi è una facile via d’uscita e in cui non è possibile ricevere aiuto nel caso si sviluppasse un’intensa ansia. La paura o l’ansia sono peraltro sproporzionate rispetto alla minaccia reale.
Esempi comuni di situazioni o luoghi che possono scatenare l’agorafobia sono il fare la fila in banca o alla cassa del supermercato, lo stare seduti al centro di una lunga fila di posti a teatro o a scuola e l’utilizzo dei trasporti pubblici, come un autobus o un aereo. Le stesse situazioni innescano quasi sempre paura o ansia e per questo vengono evitate, o possono essere vissute ma con notevole ansia e con richiesta della presenza di un compagno.
Alcune persone sviluppano l’agorafobia successivamente a un attacco di panico e soffrono anche anche di disturbo di panico.
L’agorafobia spesso compromette significativamente i rapporti sociali e/o l’attività lavorativa e, se abbastanza grave, può spingere chi ne soffre a chiudersi in casa.

Paura di Volare

Malgrado l’aereo sia statisticamente il mezzo di trasporto più sicuro, un gran numero di persone soffre di aerofobia, cioé un’ irrazionale paura di volare che ne limita le capacità di viaggiare e le attività lavorative. Si stima che una percentuale che va dal 35 al 50% di persone ne sia affetta, in un modo più o meno grave, da un leggero stato di tensione fino all’angoscia incontrollabile e al vero attacco di panico. Vi sono persone che non riescono a volare affatto, altre che lo fanno con gradi diversi di sofferenza, sobbalzando ad ogni minima turbolenza e spesso facendo ricorso a farmaci o alcol.
Spesso l’aerofobia provoca dei sintomi somatici come tachicardia, sudorazione, difficoltà di respirazione, dolori addominali, aumento della diuresi, ecc.
La paura dell’aereo può dipendere dalla claustrofobia (fobia degli spazi chiusi), dall’acrofobia (paura dei luoghi alti), dalla paura di “galleggiare” nell’aria o dalla paura di non avere il controllo della situazione e del mezzo su cui si viaggia, e comunque, di non avere una via di fuga.
L’aerofobia, nella sua irrazionalità, non è legata alla reale pericolosità del volo ma dipende dal fatto che l’aereo è il luogo ideale per lo scatenarsi di paure che già si trovano nella mente. Spesso sono colpite le persone che cercano di programmare ogni cosa e tenere tutto sotto controllo.

Disturbo da stress post-traumatico

Il disturbo da stress post-traumatico si ha in persone che hanno vissuto esperienze terribili in modo diretto (ad es. un pericolo di morte) o indiretto (ad es. l’essere stati testimoni della morte di un’altra persona). Il combattimento, la violenza sessuale e le catastrofi naturali o provocate dall’uomo sono cause frequenti di disturbo da stress post-traumatico.
Il disturbo consiste in ricordi ricorrenti dell’evento traumatico, incubi, allucinazioni e in un comportamento che tenta di evitare gli stimoli associati all’evento stesso (evitamento).
Generalmente questi soggetti hanno frequenti ricordi indesiderati o incubi che rievocano l’evento scatenante.
Meno comuni sono le allucinazioni in cui gli eventi vengono rivissuti come se stessero accadendo, causando talvolta la stessa reazione avuta nella situazione originaria (ad es. i fuochi d’artificio possono scatenare il ricordo di un combattimento, e spingere a gettarsi a terra per proteggersi).
Le persone affette evitano gli stimoli che possono rievocare il trauma e spesso appaiono emotivamente insensibili e mostrano disinteresse nelle attività quotidiane.
La depressione, altri disturbi d’ansia e l’uso di alcol o farmaci sono frequenti.
Inoltre queste persone possono sentirsi in colpa per il loro comportamento durante l’evento o per essere sopravvissuti al contrario di altri.

Paura di Guidare

L’amaxofobia (dal greco amaxos “carro”) è la paura persistente e invalidante che si prova nel guidare un veicolo o anche solo nel pensare di farlo.
L’amaxofobia può riguardare situazioni particolari, come la paura di guidare di notte o nelle gallerie (claustrofobia) o nel traffico o in autostrada o da soli, oppure di allontanarsi oltre una certa distanza da casa; esiste anche la paura di impazzire mentre si è al volante e di uccidere delle persone.
In alcuni casi l’amaxofobia è la conseguenza di un incidente causato o subìto; inoltre può manifestarsi in persone che soffrono di altri disturbi d’ansia; infine può essre legata a uno stato depressivo o all’invecchiamento con conseguente perdita di autostima.
È una fobia piuttosto diffusa, seppure con diversi gradi di gravità e, oltre ai disturbi psicologici (paura di perdere il controllo, di causare incidenti, di perdere l’orientamento) può provocare una serie di sintomi fisici (tachicardia, tremori, difficoltà di respirazione, sudorazione.)
Come in altre fobie, chi ne è affetto si rende conto che la sua paura è esagerata, ma nondimeno ricorre all’evitamento con gravi limitazioni personali e perdita dell’autostima. Nei casi più gravi si può arrivare a provare uno grave malessere anche al solo pensiero di guidare, come reazione a una fantasia anticipatoria.

Lutto

Il lutto è uno stato doloroso conseguente alla perdita di un oggetto significativo che ha fatto parte della nostra esistenza, come ad esempio la perdita di una persona amata.
L’esperienza della perdita è vissuta diversamente da individuo a individuo e in alcune persone, il lutto, assume caratteristiche patologiche.
L’importanza dei pensieri è fondamentale per distinguere chi soffre di un lutto normale da chi soffre di un lutto patologico.

Nel lutto patologico ci sono frequentemente pensieri negativi del tipo “Non ce la farò mai a superare questa situazione”, “Non ce la faccio più”, “Il modo in cui sto reagendo non è normale”, “Non ne uscirò mai”.

Disturbi sessuali

Parlando di “problemi sessuali” ci riferiamo ad una serie di difficoltà che possono avvenire prima o durante un rapporto sessuale.
Per quanto riguarda l’uomo la caratteristica fondamentale è una incapacità costante o saltuaria di raggiungere l’erezione, oppure di mantenerla per un tempo abbastanza lungo.
In questi fenomeni possono essere implicati alcuni fattori psicologici, quali:
timore dell’insuccesso, incapacità ad abbandonarsi alle proprie sensazioni corporee, eccessivo coinvolgimento, novità e ansia da prestazione, stress e preoccupazioni o ancora convinzioni disfunzionali (es. “l’uomo deve essere sempre pronto e gestire attivamente in modo performante il rapporto sessuale”)

Paura di morire

La parola tanatofobia deriva dal greco thanatos che significa morte, e phobos che significa paura, letteralmente “paura della morte”.
La tanatofobia è un disturbo psicologico che si manifesta attraverso la paura di morire. Viene spesso associata ad altre problematiche come i disturbi d’ansia, gli attacchi di panico, la depressione e l’ipocondria.

Autostima

In psicologia, la parola autostima è usata per descrivere il valore che una persona ha di se stessa. In altre parole, il valore che ci auto-attribuiamo.
L’autostima è spesso vista come un tratto della personalità, il che significa che tende ad essere stabile e duraturo nel tempo.
Può comprendere la valutazione del proprio aspetto fisico, pensieri, emozioni e comportamenti e gioca un ruolo fondamentale nella motivazione e nel successo durante tutta la tua vita.

Una bassa autostima può impedirti di raggiungere specifici obiettivi.
E’ un paradigma che può essere costruito giorno dopo giorno attraverso TECNICHE STRATEGICHE.

EMDR

L’EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è una terapia utilizzata per trattare disturbi legati a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Un evento traumatico vissuto viene immagazzinato in memoria insieme alle emozioni, percezioni, cognizioni e sensazioni fisiche disturbanti che hanno caratterizzato quel momento. Tutte queste informazioni restano “congelate” e, non potendo essere elaborate, continuano a provocare disagio nel soggetto.

L’EMDR, utilizzando i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra ripristina il naturale processo di elaborazione delle informazioni presenti in memoria e la creazione di nuove connessioni più funzionali.
L’EMDR fa sì che i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico perdano la loro carica emotiva negativa. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri angosciosi in genere si attutiscono o spariscono e le sensazioni fisiche si riducono di intensità. Una volta avvenuto ciò, il paziente può vedere l’evento disturbante da una nuova prospettiva. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.

Dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress; il ricordo dell’ esperienza traumatica fa parte del passato e quindi questa viene vissuta in modo distaccato, non più disturbante.

L’efficacia dell‘EMDR è stata dimostrata in tutti i tipi di trauma, sia per il Disturbo Post Traumatico da Stress che per i traumi di minore entità.  Tra l’84% e il 90% dei pazienti non mostravano più i sintomi di un Disturbo da Stress Post-traumatico dopo sole 3 sessioni di EMDR da 90 minuti ciascuna.

Recensioni su miodottore.it

G. il 21/10/21 ha scritto:
“Ho scelto di affidarmi al Dott. Morgan e alla terapia breve strategica dopo 5 anni di normale psicoterapia, stanca dei scarsi risultati che quest’ultima mi aveva portato, ed è stata la scelta migliore che potessi fare. In circa soli 6 mesi il Dottore mi ha aiutata a cambiare totalmente la percezione delle cose che secondo la mia visione erano “fuori controllo” e “fuori dall’ordinario” e che pertanto mi mettevano ansia. Mi ha dato le strategie adatte per affrontare nuove situazioni e ad oggi riesco ad apprezzare appieno una cena fuori, un viaggio in treno, una vacanza… Per me tutto ciò prima era impensabile!
Il Dottore è sempre molto gentile, disponibile e professionale, non vi deluderà! “

Cindy il 19/10/21 ha scritto:
“È un professionista molto empatico…ti mette molto a tuo agio. Sono 3 volte che vado in visita e sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta”

E. il 23/09/21 ha scritto:
“Vorrei dire tante cose ma mi limiterò a dirne soltanto due. La prima riguarda me e tutti coloro che soffrono di attacchi di panico: guarire è possibile, tornare a vivere è possibile. Non perdete le speranze, non perdete il coraggio. Ve lo dice un trentenne, sopraffatto dalla paura, che per troppo tempo ha rinunciato, ha inventato scuse, ha preferito scappare dal pericolo invece di affrontarlo. Poi ho conosciuto Alessio Morgan. Che bello poter essere capiti e guidati, ma sopratutto rassicurati. Che bello poter lentamente tornare a sentirsi vivi in ogni più piccola azione quotidiana. Che bello allontanare timori, cambiare prospettive, schiacciare per sempre quelle ansie che mi portavo dietro. Grazie Alessio per avermi fatto scoprire un altro me, per aver creduto in me, per aver dato un senso a tante cose. Sei andato oltre la cortesia e la disponibilità professionale, sei diventato un amico sincero e te ne sarò per sempre grato.”

ML il 15/09/21 ha scritto:
“Il Dottor Morgan è uno psicologo molto qualificato e professionale. In breve tempo mi ha aiutata con i suoi metodi a superare attacchi di panico e fobie. Sono molto sodisfatta, dopo 9 sedute sono quasi alla fine del percorso.
Molto efficace e assolutamente consigliato!”

Tarhuni E. il 14/09/21 ha scritto:
“Ottimo dottore preciso e molto disponibile sono stata molto contenta,
Studio molto bello personale cortese”

Lorenzo il 14/09/21 ha scritto:
“Ho fatto la prima seduta ed è stato subito sincero e schietto riguardo al tipo di lavoro che andremo a fare lasciandomi già molta più sicurezza.Continuerò la terapia consigliata dal dott.Morgan”

C.F. il 09/09/21 ha scritto:
“Ho 23, ho iniziato la terapia con il dottore ad aprile 2021, poiche da alcuni mesi soffrivo di fortissimi attacchi di panico, derealizzazione e ansia, talmente forti da non riuscire piú a vivere. Non riuscivo a mangiare, docciarmi e uscire di casa anche per le cose piú piccole. Avevo il respiro superficiale e corto, dolori muscolare come se facessi palestra ma ero ferma, bloccata a letto che soffocavo costantemente. Per non parlare delle sensazioni angoscianti e i pensieri intrusivi. Avevo sempre fatto psicoterapia ma non mi ha mai aiutato. Poi un giorno mi son decisa a scrivere al dott. Morgan, che ormai seguivo da un anno sui social e ho sempre pensato che sarebbe stato l’unico a riuscire a sbloccare il problema. Con la terapia strategica solo dopo una settimana stavo giá meglio. Son passata ad avere 6 attacchi di panico al giorno a non averne manco mezzo, il mio respiro è tornato alla normalitá, esco da sola a fare la spesa, prendo la macchina tranquillamente, zero derealizzazione, zero angoscia, sono rinata! Non potrò mai ringraziarla abbastanza, ero persa e lei mi ha dato una mano. Grazie grazie grazie!”

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Recensioni su guidapsicologi.it

Giulia il 06/10/21 ha scritto:
“Mi sono recata dal Dr Morgan per il più brutto periodo nella mia vita. non uscivo da tanti anni di casa per attacchi di panico continui. Il dottore inizialmente venne a farmi delle sedute a casa , poi attraversi degli esercizi apparentemente illogici ho ricominciato ad uscire.
Ora vivo lontano dalla paura
non ci saranno mai abbastanza parole per ringraziarla..
Un dottore umano che non mi ha abbandonato nemmeno quando ero nello sconforto.
grazie Alessio”

A.F. il 14/09/21 ha scritto:
“Ho aspettato la fine della terapia con il dottore per lasciare una recensione accurata.
Il dottore sin dal principio è stato competente ad identificare il problema ( dico ciò poiché vengo da altre terapie fallite tra cui cognitivo comportamentale e analisi ). Abbiamo lavorato sin da subito sulle mie paure compulsioni e attacchi di panico. È stato straordinario di come attraverso compiti particolari mi ha portato alla risoluzione del problema in poche sedute.
Una scelta fortunata.
Grazie per tutto quando dottore”

Giorgia il 09/09/21 ha scritto:
“Devo dire che ero titubante di fronte alla possibilità di vedere uno psicologo, essendo la mia prima volta. Però il Dr Morgan fin da subito ha saputo mettermi a mio agio oltre che aiutarmi. Assolutamente consigliato!”

Andrea il 02/09/21 ha scritto:
“Primo colloquio con il Dottore. Rapido e diretto al punto.
Ottima impressione.”

Anonimo il 26/08/21 ha scritto:
“Superlativo.
Sono stata dal Dottore poiché fortemente consigliato dal mio medico di fiducia.
Mai fatta scelta migliore.
Professionale e rapido”

Eva il 23/08/21 ha scritto:
“Grazie Dottore per avermi riportato a vivere senza panico. Grazie per avermi ridata la vita.”

Michela il 16/08/21 ha scritto:
“Per anni mi sono sentita ostaggio del mio disturbo d’ansia generalizzata. All’università il problema è diventato ingestibile, al punto da precludermi una vita serena e da impedirmi di presentarmi agli esami. A peggiorare la situazione, si è aggiunto un carico di responsabilità familiari, che ha determinato l’innesco di un periodo buio e doloroso della mia vita.
Negli anni ho cambiato tre diversi specialisti, il cui approccio mi ha indotta ad alimentare l’incessante rimuginio di cui ero già preda e a scavare più a fondo nel mio “sottosuolo”, in un ripetersi monotono di sedute, nel disperato tentativo di ridurre alla logica i miei problemi e la mia intera esistenza.
Il dott. Morgan già dalla prima visita mi ha impartito un’ illuminante lezione su cosa NON fare nel tentativo di risolvere il mio problema, per poi presentarmi l’esercizio cardine della mia terapia. La “terapia breve strategica” agisce direttamente sul disturbo, con strategie diverse in base alla natura del problema.
Gli esercizi potranno risultare illogici ma, con una corretta esecuzione e con l’attento monitoraggio del dottore, i risultati desiderati non si faranno attendere.
Più di una volta sono inciampata sul percorso, ma il dottore è sempre intervenuto prontamente, con la delicatezza e con la fermezza che lo contraddistinguono.
Se ieri mi sembrava impossibile sradicare un pensare e un agire tossici, oggi sto imparando a destrutturare l’ansia, ad affrontare gli esami universitari e a riorientare strategicamente il pensiero. Tutto questo grazie al dott. Morgan. Invito chiunque si trovi in una situazione simile ad affidarsi alle sue cure, sarà un lenimento per l’anima.”

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“Siamo come meccanici, noi sblocchiamo meccanismi inceppati, non aggiungiamo niente che già non ci sia”

Paul Watzlawick

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